15/03/10

alla fonte del dolore

vicino alla fonte sedeva un uomo e fumava tabacco trinciato. le cartine erano quelle col pacchetto arancione che si vendono da sempre. aveva l'aria ermetica, le rughe solcavano il suo viso abbronzato, i capelli bianchi luccicavano al sole. ci guardò trafficare con le taniche e si alzò per darci un legno da appoggiare sotto. poi cominciò a parlare. la sua sofferenza sgorgava a fiotti come l'acqua gelida della fonte. io non riesco ad estraniarmi, il dolore degli altri mi entra nel cuore ed è subito lì senza nome, loro e mio. ancora devo macinare dei sassi. mi manca mio padre. oggi operano il padre di un mio amico. lui è là in ospedale a fargli compagnia. il mio è morto da solo, in un paese lontano, senza nessuno che gli tenesse la mano e lo confortasse. perchè si capisce solo dopo?

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Un interrogativo grande come il mondo, quello sulla sofferenza umana. Ma saper ascoltare il dolore di 'una qualsiasi' persona e condividerlo nell'anima è forse una risposta e una speranza, anche se arriva 'dopo'.

sonia ha detto...

lo so, ma non mi basta. mi rimprovero di aver creduto di fare tutto il possibile, ma sapendo in fondo di non fare abbastanza. ci sono momenti in cui il dolore altrui ti tira fuori il tuo, messo da parte, perchè non si sa che altro farne. e questo sentire amplificato fa così male. ascolto sempre chi sta male, e non da quel preciso momento in poi. sono cresciuta con un'educazione che non dava spazio al dolore, e non so bene cosa farne, come gestirlo. quando mi arriva in faccia quello degli altri il mio emerge dal buio come una tigre feroce....

Anonimo ha detto...

Trascrivo alcune righe, come semplice contributo, magari nn serve, ma...
"Generalmente il dolore emotivo è più difficile da accettare e tollerare del dolore fisico. Quest'ultimo è localizzato, il primo è pervasivo. Sen­tiamo il dolore emotivo in tutto il corpo, nel nostro essere. Un dolore emotivo è sempre la perdita dell'amore. Si può essere feriti emotiva­mente in diversi modi. Si può essere rifiutati, umiliati, negati, aggrediti verbalmente o fisicamente, ma ciascuno di questi traumi contro la perso­nalità è in realtà una perdita di amore. Essere feriti fisicamente da qual­cuno con cui non si ha nessun rapporto emotivo produce soltanto dolore fisico. Si può essere colpiti fisicamente in tutto il corpo, ma il dolore fisico non colpisce il cuore come quello emotivo. Quando si spezza un legame affettivo, veniamo tagliati via da una fonte di eccitazione piace­vole e di vita. L'intero organismo si contrae, compreso il cuore. C'è la sensazione che la vita stessa sia minacciata e ciò induce un sentimento di paura. Sopravviviamo a questa minaccia alla nostra esistenza perché non tutti i legami affettivi sono stati spezzati. E, tranne che per Ì neonati, generalmente è disponibile un legarne con altre creature, con la natura, con l'universo, con Dio. Senza un qualche legame, non credo che un essere umano possa sopravvivere."

Lowen, Alexander. Arrendersi al corpo

sonia ha detto...

ho un ricordo lontano, di qualcuno che mi parlò di questo autore...
non so se sei tu, ti firmi anonimo, potresti essere chiunque. in ogni caso grazie, di cuore, per le parole che mi hai scritto.
Sonia